Italia e Cina ricominciano dal 2022

8 giugno 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

A gennaio, la prima puntata di Go East cominciava con i rischi per l’anno della cultura e del turismo Italia Cina. Rischi che sono poi diventati realtà a causa della pandemia da coronavirus. Oltre quattro mesi dopo, però, sappiamo che l’evento è stato riprogrammato per il 2022. L’annuncio è stato dato dall’ambasciatore italiano a Pechino Luca Ferrari (qui l’intervista). “Credo che si tratti di una magnifica notizia e di un’iniezione di ottimismo dopo un periodo così difficile per entrambi i paesi”, ha detto Ferrari, che intravede proprio nei rapporti commerciali con la Cina un aspetto imprescindibile per la ripartenza: “Nei prossimi dieci anni un terzo della crescita mondiale dipenderà dalla Cina, un terzo dall’area OCSE e un terzo dagli altri emergenti, Brasile e India compresi. Mi sembra evidente che nessuno tra i paesi a forte vocazione per l’export, come l’Italia, possa ragionevolmente pensare di fare a meno della Cina se vuole assicurare alle proprie aziende performance economiche soddisfacenti”.

La giusta distanza

1 giugno 2020,  Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong annunciata da Pechino. Gli Stati Uniti che, in tempi di pandemia, annunciano il ritiro dall’Organizzazione mondiale della sanità e l’avvio del processo di revoca dello status speciale all’ex colonia britannica (ne ho scritto qui). Non sono tempi tranquilli, quelli che il mondo sta vivendo. E con la tensione tra le due superpotenze di questo inizio di terzo millennio che aumenta, gli altri, Italia compresa, sono secondo molti chiamati a scegliere da che parte stare. O, come sarebbe forse meglio, mantenere una “giusta distanza”. Impresa sempre più difficile, con spinte centrifughe sempre più forti e una politica estera (e non solo quella) che sembra faticare a trovare una linea strategica.

Due paesi, quanti sistemi?

25 maggio 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

“Abituato ancora a seguire il fuso orario del Giappone, come se il lavoro di corrispondente non fosse finito con l’abbandono della sede, ma se lo fosse portato dietro”. Attilio Geroni, responsabile esteri del Sole 24 Ore, lo ricorda così. Chi segue l’Asia in Italia perde un importante punto di riferimento con la scomparsa di Stefano Carrer, che nel 2017 fu l’unico giornalista italiano a imbarcarsi sullo stesso aereo dell’imperatore Akihito durante il primo viaggio mai compiuto da un sovrano giapponese in Vietnam.

A proposito di corrispondenti in Asia, da leggere il pezzo di Giulia Pompili pubblicato sull’edizione weekend de il Foglio, “la fine del corrispondente”, dove si racconta, attraverso le voci dei protagonisti, della guerra giornalistica tra Washington e Pechino e della necessità di raccontare la Cina.

Il triangolo, forse

18 maggio 2020,  Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

“Sull’orlo del baratro, siamo oggetto ambito delle attenzioni di chi conta nel mondo”. Inizia così l’incipit dell’intervento di Dario Fabbri sul nuovo numero di Limes, “Il vincolo interno“. Ma nel triangolo sino-russo-americano, dopo la liberazione di Silvia Romano, ha rischiato di finirci anche la Turchia. La sfida tra Washington e Pechino (di cui ho dialogato qui con Giada Messetti e Francesco Costa) coinvolge da tempo anche l’Italia, che, secondo George Friedman, dal punto di vista americano “non sarebbe una tragedia” lasciare andare. Mentre Song Weiqing invita Roma a “non preoccuparsi degli Usa e ad amare la Cina”. Ormai appuntamento ricorrente, è tornato a parlare con un quotidiano italiano il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che in un‘intervista a Repubblica ha messo di nuovo in guardia l’Italia dalla “disinformazione” di Cina e Russia.

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