La diplomazia del topo

2 marzo 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

Finora l’anno del topo non è stato tra i più fortunati. E pensare che doveva essere anche l’anno della cultura e del turismo Italia Cina. Doveva, appunto, prima che il coronavirus (emergenza che sta dando almeno tre lezioni all’Italia) e tutto quanto accaduto dall’inizio dell’epidemia (tra cui l’invio di segnali discordanti a Pechino da parte del governo Conte bis) lo abbiano fatto dimenticare. Eppure, l’immagine del topo è tornata, anche se questa volta non c’entra lo zodiaco cinese. C’entra semmai Luca Zaia. Il governatore del Veneto, durante una diretta su Antenna 3-Nord Est, si è lanciato in una disamina sulla presunta superiorità igienica degli italiani rispetto ai cinesi: “Tutti abbiamo visto i cinesi mangiare topi vivi”, ha dichiarato. La risposta dell’Ambasciata Cinese in Italia è stata misurata: “In un momento cruciale come questo, in cui Cina e Italia si trovano fianco a fianco ad affrontare l’epidemia, un politico italiano non ha risparmiato calunnie sul popolo cinese. Si tratta di offese gratuite  che ci lasciano basiti”, ha dichiarato il portavoce in una nota che non cita nemmeno Zaia per nome. “Ci consola il fatto che moltissimi amici italiani non sono d’accordo con tali affermazioni e, anzi, le criticano fermamente”, prosegue la nota. Il governatore leghista si è scusato due volte. Prima in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ha sostenuto di essere stato frainteso. Poi in una lettera recapitata all’ambasciatore Li Junhua, resa pubblica su Twitter da Michele Boldrin. Zaia è stato criticato dai partiti di governo. In particolare dal Movimento Cinque Stelle. Vito Crimi lo ha accusato di “razzismo ripugnante” e domanda “quanti miliardi costerà” la sua battuta. Davide Crippa si è scusato “a none del popolo italiano” e Danilo Toninelli ha parlato di “stupido autogol”. Ma si è lamentato anche il Pd, compreso il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha rimproverato anche il collega lombardo, Attilio Fontana, che in un video ha annunciato di essersi messo in auto isolamento per la positività di una sua collaboratrice e ha indossato, o meglio ha provato a indossare, una mascherina (secondo Formiche si è trattato di un autogol). Ma c’è anche chi Zaia lo ha difeso. E’ il caso di Francesco Giro. “Il presidente ha sbagliato e si è scusato. Ma la Cina e in particolare il suo ambasciatore in Italia dovrebbero ammettere la grave responsabilità del ritardo con cui hanno lanciato l’allarme dei rischi di una possibile epidemia-pandemia”, ha dichiarato l’esponente di Forza Italia.

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