Cartoline dal fronte

11 maggio 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

29 gennaio 2020. La Cina ha 7711 casi confermati del nuovo coronavirus e 170 morti ufficiali. La malattia non è stata ancora battezzata Covid-19. L’Italia non ha ancora avuto contagi, ma ci si inizia a interrogare sulle possibili conseguenze di quanto sta accadendo a Wuhan sull’anno del turismo e della cultura Italia Cina. Via Paolo Sarpi è già deserta.

29 gennaio 2020. Poche ore prima dell’annuncio dei primi due casi registrati sul territorio italiano, due turisti cinesi poi ricoverati allo Spallanzani. Due giorni prima la decisione del governo Conte di bloccare i collegamenti aerei diretti con la Cina. 23 giorni prima il paziente uno a Codogno.

Campo di battaglia

4 maggio 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

In principio fu guerra commerciale. Poi fu guerra fredda tecnologica. Ora appare chiaro che si tratta di qualcosa in più: una sfida per guidare il nuovo mondo, come racconta Francesco Costa nell’ultima puntata del suo podcast Da Costa a Costa. La pandemia da coronavirus, invece che avvicinarli per una possibile cooperazione, sta allontanando ancora di più Stati Uniti e Cina. Le narrazioni di Washington e Pechino sul Covid-19 sono in antitesi. Da una parte Donald Trump ha necessità elettorali (e geopolitiche), dall’altra la Cina cerca in primo luogo di preservare il suo dogma, la stabilità interna, e in secondo luogo di aumentare il proprio soft power. Una contesa che si gioca (anche) in Europa e in Italia (ne ho scritto qui), ormai campo di battaglia della sfida propagandistica (ne ho scritto qui).

Fase uno e mezzo

27 aprile 2020,  Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

Mentre in tutto il mondo, Italia compresa, si parla di “fase due”, le relazioni con la Cina proseguono a mezza strada. Un tema divisivo da tempo, ma rimasto sempre abbastanza sullo sfondo. Quantomeno fino all’adesione alla Belt and Road. E con l’evolversi della crisi pandemica da Covid-19 (sulla quale, scrive Giulia Pompili, qualche mistero resterà probabilmente insoluto) si candida a diventare in futuro uno degli argomenti politici mainstream, come già accade, per esempio, negli Stati Uniti.

Martedì 21 aprile Alessandro Di Battista ha ribadito il suo intervento sulla Cina con cui abbiamo aperto la puntata precedente di Go East per rispondere agli attacchi di Matteo Salvini (che ha detto di non fidarsi né di Berlino né di Pechino). Suo padre ha invece “festeggiato” il 25 aprile (per cui sono arrivati gli auguri dell’ambasciata cinese in Italia, mentre c’è chi fischietta “Bella ciao”) ricordando le bombe degli americani su Roma. Il Foglio ha dedicato una pagina intera sui rapporti tra Movimento Cinque Stelle e Cina. Daniele Raineri si è concentrato sul discorso del “capitan futuro” pentastellato, Giulia Pompili ha allargato lo sguardo a tutta la formazione politica, mentre Valerio Valentini ha parlato delle reazioni del Pd.  Il giorno dopo, sempre sul quotidiano diretto da Claudio Cerasa, il consigliere economico alla presidenza del Consiglio dei ministri Alberto Brambilla ha attaccato il M5s sul tema Cina. Lo stesso ha fatto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera.

L’arte della guerra

20 aprile 2020,  Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

“Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere”. Sun Tzu.

“La Cina vincerà la terza guerra mondiale senza sparare un colpo e l’Italia può mettere sul piatto delle contrattazioni europei tale relazione”. Oltre venticinque secoli più tardi, le parole del generale cinese autore del più celebre trattato di strategia militare risuonano in quelle di Alessandro Di Battista, “capitan futuro” del Movimento Cinque Stelle, nonché autore di reportage per il Fatto Quotidiano, che ha pubblicato l’intervento nel quale sostiene che l’Italia “deve dire no al Mes”, facendo valere il fatto che “senza l’Italia l’Ue si scioglierebbe come neve al sole” e poi “un rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia o non piaccia è anche merito del lavoro di Di Maio ministro dello Sviluppo economico prima e degli Esteri poi. E la Cina, ed è paradossale essendo stato il primo paese colpito dal COVID-19, uscirà meglio di chiunque altro da questa crisi. La Cina ha utilizzato al meglio il soft-power, è riuscita a trasformare la sua immagine da untore ad alleato nel momento del bisogno”. Stoccata poi ai rivali sovranisti. “Salvini e Meloni denigrano la Cina perché credono ancora che per sedersi a Palazzo Chigi sia necessario baciare pantofole a Washington ma il mondo sta cambiando e la geopolitica, nei prossimi mesi, subirà enormi mutamenti”. Il tema è quello della sfida geopolitica tra Cina e Stati Uniti, a cui il The Economist ha dedicato la copertina del suo ultimo numero, intitolato Is China Winning? (la stessa domanda posta da Formiche ad alcuni esperti italiani).

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