Il virus italiano

24 febbraio 2020, Go East: rassegna dei rapporti Italia - Cina (di Lorenzo Lamperti su China-Files.com)

Come si temeva, alla fine è successo: l’emergenza Covid-19 è arrivata anche in Italia. Lo ha fatto in maniera improvvisa, anche se non inaspettata, e deflagrante: 3 morti e oltre 150 casi confermati nel giro di 72 ore, con oltre 4 mila controlli con il tampone effettuati. Ma il numero crescerà. Tutto d’un tratto gli italiani si sono dovuti rendere conto che il coronavirus non era un qualcosa di esterno, come invece suggeriva la definizione “virus Cina” (o “virus cinese), ancora utilizzata da alcuni mezzi di informazione e sui social network. Un’indicazione geografica o etnica che ha aumentato i pregiudizi ma non la prevenzione. Il virus è arrivato, portando con sé panico, l’ammirevole impegno di chi è in prima linea, le immancabile polemiche politiche e (per non farsi mancare nulla) anche quelle scientifiche. Con Pechino che, sullo sfondo, muove qualche implicita critica a quello che è ancora adesso uno dei pochi paesi europei ad aver bloccato i collegamenti aerei diretti con la Cina. 

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